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Quarantena: Tutti insieme appassionatamente. Come vivere a casa la separazione?

Nella maggioranza delle famiglie oggi si lavora in due ed il momento dell’incontro arriva la sera e nei fine settimana. Ormai siamo abituati a vivere in singolo le proprie attività e anche l’organizzazione della casa. Anche chi ormai non si ama più, sia per problemi economici che per cercare di dare una apparente identità di famiglia per i figli piccoli tenta prima la via della convivenza forzata, dell’essere famiglia sotto lo stesso tetto ma non più coppia.

Ma ora, se nella coppia entrambi lavorano da casa e con l’aggiunta dei figli, l’atmosfera può farsi difficile e diventare una miccia esplosiva che può ancora dare adito a contrasti, con effetti negativi sui figli, che da protetti diventano l’oggetto del contendere o peggio fonte di litigio.

Ma cosa si può fare per una gestione tanto difficile? come psicologa innanzitutto mi sento di consigliare:

  • una divisione dei compiti netta. Il darsi delle regole di convivenza, stabilendo in questo frangente così particolare a priori chi deve fare cosa.
  • Dividersi gli spazi, ma se non abbiamo una casa che ce lo permette può essere un problema. Per cui decidere dei momenti della giornata alternati di stop in cui per un tempo determinato non siamo a disposizione dell’altro.

Spartirsi la gestione dei figli.

Nota dolente di tutte le coppie con una separazione difficile, ed angolo di contenzioso che rende l’ambiente di vita una continua polveriera.

Il consiglio è anche qui: dividersi i ruoli dare uno spazio ed un tempo per ciascuno alternato se possibile su chi gli intrattiene mentre l’altro lavora. Chi pensa a cucinare per pranzo e cena. Chi fa con i figli i compiti.

  • A volte per la spartizione delle attività giornaliere una tabella può essere utile da tenere ben a vista. Certo tutti noi sappiamo cosa abbiamo fatto per l’altro e per i bambini, tutti noi abbiamo fatto di più del partner o addirittura meglio . Ma scrivere e segnare di volta in volta rende visivamente concreto ciò che abbiamo fatto. Lo rende reale agli occhi degli altri e riporta un’attenzione sull’azione e non sulla coppia elemento che può diminuire il contenzioso

Cerchiamo per questo di non innescare una gara non ci saranno vincitori coi tempi che corrono meno che meno, ci sono solo genitori stanchi e di malumore che non sono piacevoli neppure a se stessi figurarsi se in grado di crescere serenamente dei bambini.

  • Rifiutate il confronto e la competizione. Mettiamo via le provocazioni non sono i tempi non potremo sbollire nella fatidica girata al parco o in auto non c’è più nemmeno lo sport che tenga.
  • Praticare la venerabile arte del silenzio di questi tempi aiuta ed è qui che può essere utile lo stop.
  • Dividersi un giorno per uno mettere a letto i figli, nelle separazioni più complesse i figli dormono con i genitori a salvaguardia della relazione spezzata, baluardo delle difesa materna o paterna, per ricordare come uno schiaffo in faccia che IO e solo IO ho una relazione privilegiata con MIO figlio. Direi che la cosa migliore è permettere ai figli di essere bambini/e di essere adolescenti o quello che loro vogliono essere perché non sono NOSTRI sono LORO.
  • I bambini non hanno bisogno di noi nel letto, siamo noi piuttosto che abbiamo bisogno di loro. Ed intanto distinguere tra Sè ed il figlio è un passo avanti. E’ diverso accompagnare al sonno, da dormire insieme. Accompagnare al sonno è fondamentale soprattutto sotto gli 8/9 anni. Dormire con loro no ( anche se è tanto bello e qualche rara volta ce lo possiamo concedere).
  • Quando l’altro genitore mette il bambino a letto sospendi il giudizio. Pensare che l’altro genitore sia incapace o sentirsi incapace a mettere a letto il proprio bambino toglie n’opportunità al figlio di trovare degli aggiustamenti dei compromessi con l’altro genitore.

E se non si trovano i compromessi? E se la tabella non viene rispettata? E se lui/lei continua ad attaccare/provocare? Ricordatevi che anche in tempi di Covid 19 gli psicologi-mediatori familiari (come operatori sanitari) sono disponibili per un colloquio con studi attrezzati oppure online.

A volte una voce fuori dal coro aiuta a vedersi con altri occhi e scegliere vie nuove per vecchi problemi.

Per qualsiasi necessità, domanda o richiesta di supporto, potete telefonare o mandare un messaggio WhatsApp al 371 3016685 oppure scriverci una mail a info@pediatrapiu.com.

La nostra professionista, psicologa esperta in disturbi dell’apprendimento e neuropsicologia del ciclo di vita, Sara Pierucci. 

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