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Quarantena: Nuove abitudini ed esigenze affettive tra le coppie durante il Covid 19.

Scherzando in molti ci dicono che chi farà più fortuna sono gli avvocati divorzisti dopo questa quarantena ed i nutrizionisti.

Durante queste vacanze forzate, vissute mangiando, con la tv che fa da padrona con messaggi sempre più allarmanti molti fanno fatica a pensare positivo. Qualcuno dice non ci rimane che intrattenerci e cantare e via al balcone a strimpellare melodie, whatsApp impazza con ricette fotografie, spunti o anche solo ricerca di condivisione . Il tempo sembra infinito.

Tutti insieme a casa come possiamo vivere bene il cambiamento come si potrà gestire il dopo, la ripresa delle attività ma soprattutto la ripresa dell’affettività.

Come eravamo e come stiamo cambiando quando abbiamo imparato ad avere paura dell’altro? Quando il saluto è un cenno della testa? Quando in fila al supermercato si mantengono le distanze di sicurezza e nessuno nemmeno l’anziano signore attacca più bottone in fila alla cassa?

Certo questa situazione rimarrà nei nostri cuori come l’esempio di una difficoltà, impazzano sul web storie per cui il Covid riequilibri la terra dal nostro scompenso, inquinante devastante.

Ed intanto nelle case dentro le nostre famiglie lottiamo per ritrovare l’ordine, con pulizie di primavera e divisione di ruoli e spazi per sopravvivere, qualcuno dice che non era mai stato così tanto con il proprio compagno/compagna, qualcuno scherza chiedendosi chi sono quella donna e quegli strani bambini dentro la sua casa. E tutto è sospeso.

Il principio naturale dell’intelligenza è l’adattamento che sostiene la sopravvivenza. Siamo una specie che si adatta per non morire e così faremo dalla finestra di appartamenti e case.

Siamo pronti a diventare qualcos’altro.

Allora la parte interessante è chi diventeremo? Chi stiamo diventando? Qual’è la forma del nostro cambiamento? Perché in ogni viaggio l’interessante è solo relativamente l’arrivo ma anche il percorso.

Qualche possibilità per la nostra igiene mentale in casa dopo aver lasciato fuori dalla porta di casa scarpe cappotti e mascherina:

  • un posto sicuro della casa solo nostro dove poterci concedere un time out, uno spazio scelto con un tempo definito in cui nessuno possa disturbare. In quel luogo è possibile raggiungere con il pensiero un posto, un momento, piacevole con la mente quando il contatto con compagno/compagna diventa difficile da gestire, quando i bambini urlano quando tutto rimane stretto. E soprattutto sì si può dire ho bisogno di me anche in questo periodo.
  • Il contatto con i familiari non a rischio, sentire la pelle, l’odore, sentire il cuore, lasciamoci dietro le spalle le paure le angosce prendiamoci un tempo per sentirci per sentire. A letto la sera in penombra ascolta il cuore di tuo figlia/figlio, ascolta assieme al tuo compagno compagna il suo respiro e poi prova in silenzio a mettere la mano sul suo cuore, senti il rumore l’emozione che può dare questo tipo di contatto che è umano lasciando arrivare i pensieri e lasciandoli scivolare via, cercando di liberarsi dal rancore dalla fatica del giorno semplicemente godendo del contatto con l’altro.
  • Il silenzio: affacciati alla finestra c’è anche la primavera annunciata, ascolta. A volte ascoltare il silenzio di queste sere è quasi rigenerante, l’assenza di movimento di corse ha generato un silenzio nuovo le città si fanno quiete, e per chi sta in campagna il silenzio rumoroso della natura che si sveglia. Quando nella vita frenetica ci è capitato di ascoltare il silenzio?

E per tutti comunque l’attesa degli abbracci, quegli abbracci che come gli innamorati vorremmo ricevere ora anche dagli sconosciuti e che anche passato il Covid rimarremo ormai titubanti a dare. Quegli abbracci che aspettiamo e che aspetteremo con un senso ed un gusto nuovo non più scontato.

Per qualsiasi necessità, domanda o richiesta di supporto, potete telefonare o mandare un messaggio WhatsApp al 371 3016685 oppure scriverci una mail a info@pediatrapiu.com.

La nostra professionista, psicologa esperta in disturbi dell’apprendimento e neuropsicologia del ciclo di vita, Sara Pierucci. 

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