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Quarantena: l’organizzazione, la responsabilità e il buon senso dei genitori separati o divorziati nell’accudire i figli

La parola agli esperti del servizio PsicoLegale, l’avv. Pigoni Clauda, l’Avv.Valentina Novelli e la dott.ssa Capo Maria, psicologa e psicoterapeuta.

Il servizio multidisciplinare di PediatraPiù, pone il bambino al centro di ogni strategia risolutiva basato sull’ascolto attivo, sull’identificazione del problema e sulla proposta di strategie risolutive, per garantire benessere psico-fisico del bambino e della sua famiglia.

E allora quali sono i comportamenti ideali che genitori separati o divorziati devono seguire in questo momento critico?

Organizzarsi è la parola chiave: in linea generale anche in questo periodo rimangono ferme le disposizioni e i tempi di frequentazione stabiliti con i provvedimenti di separazione e divorzio. Potrebbe essere però opportuno che i genitori elaborino insieme un’organizzazione particolare per questi giorni, mostrando uno verso l’altro maggior disponibilità ed elasticità, sempre rispettando rigorosamente le direttive che ci sono state impartite a tutela della salute collettiva. Ad esempio, si possono riorganizzare le visite accorpandole in periodi più lunghi in modo da ridurre il viavai troppo frequente, o rimodulare il calendario in base alle nuove esigenze derivate dalla chiusura delle scuole e di alcune attività lavorative, o ancora favorire i contatti telefonici, magari attraverso videochiamate e in misura superiore a quelli che normalmente sono previsti dagli accordi o dai provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Un genitore separato/divorziato può andare a trovare i figli?

Il diritto di visita non si sospende: anche in questo periodo di crisi sanitaria, i bambini devono poter frequentare ciascuno dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale.

Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, anche in questo caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio.

I tempi di frequentazione stabiliti dal Tribunale non vengono modificati o limitati, esclusi, ovviamente, eventuali casi di quarantena legati al contagio.

Posso raggiungere mio figlio che abita in una città diversa?

In mancanza di espressa previsione nel DPCM dell’11 marzo e nelle misure precedenti, si può ritenere che tra gli spostamenti possibili per “indifferibili motivi” rientri il diritto/dovere di stare con i figli, ma soprattutto il diritto dei minori di passare del tempo di qualità con il genitore che vive lontano, in un momento così duro anche per loro. Il tutto ovviamente nel rispetto delle precauzioni previste per la salvaguardia della salute dei minori stessi. Altrimenti ci sarebbe una ingiustificata discriminazione rispetto a chi abita nello stesso comune. Anche di fronte a tale difficile situazione i diritti fondamentali devono essere garantiti.

Genitori responsabili

L’emergenza coronavirus non fa venire meno la paternità né la maternità: l’invito è a essere genitori responsabili e attenti, per tutelare sia il bene dei nostri bambini sia la salute collettiva. È una buona occasione per insegnare, con il nostro esempio, qualcosa di molto importante ai nostri figli, cittadini del domani.

Per qualsiasi necessità, domanda o richiesta di supporto, potete telefonare o mandare un messaggio WhatsApp al 371 3016685 oppure scriverci una mail a info@pediatrapiu.com.

Lo staff di Psicolegale è disponibile dalle 9.00 alle 20.00 tutti i giorni.