PEDAGOGISTA: campanelli di allarme che inducono genitori, insegnanti o altre figure a richiederne l’intervento

Quali sono i campanelli di allarme che possono indurre genitori, insegnanti o altre figure professionali a richiedere l’intervento del pedagogista

Bisogni educativi speciali, dinamiche comportamentali disfunzionali, disturbi dello sviluppo, esigenze e fatiche genitoriali e richieste degli insegnati. Questo e tanto altro è compreso nel raggio di azione del pedagogista, figura dinamica e complessa, ma molto importante per ridurre le situazioni problematiche e migliorare la qualità della vita.

Difficoltà e le carenze educative vengono sempre più allo scoperto. Gli effetti sono tangibili nel sorgere e aumentare dei bisogni educativi speciali e delle richieste di intervento da parte di professionisti.

Sempre più si è in grado di osservare disagi nel comportamento, difficoltà emotive e relazionali, disturbi nell’apprendimento e nell’attenzione, autismo, difficoltà organizzative e di gestione degli innumerevoli impegni che fin da piccoli riempiono le giornate.

Di fronte a una complessità che cambia rapidamente, i genitori non sempre hanno gli strumenti per rispondere e il rischio è che l’azione diventi disfunzionale e intacchi la qualità della vita del singolo e dell’intera famiglia.

Anche a scuola le difficoltà aumentano: le certificazioni diagnostiche aumentano e con esse la necessità di adattare la didattica al singolo senza dimenticare il gruppo classe.

A tutto questo può rispondere il pedagogista, una figura professionale dinamica e flessibile in grado di offrire formazione, sostegno e progetti di intervento adeguati alle singole necessità con la finalità di migliorare la qualità della vita di chi gravita nei diversi contesti.

Il pedagogista e qual è la sua formazione

Il pedagogista è un professionista che ha una laurea triennale in scienze dell’educazione e una laurea specialistica in scienze pedagogiche, diversa in base all’ambito di intervento in cui uno si vuole specializzare.

Di cosa si occupa

L’area di maggiore attività è quella con i minori. Si attuano interventi individuali o di gruppo in caso di difficoltà scolastiche o famigliari, disabilità, autismo, disturbi comportamentali e dell’apprendimento, disagi emotivi e in generale bisogni educativi speciali nelle diverse forme.

L’azione diretta ai genitori prevede ad esempio supporto alla genitorialità, parent training, aiuto nella gestione dei figli e delle eventuali problematiche comportamentali a casa e a scuola.

In ambito scolastico si agisce con interventi mirati in caso di difficoltà, aiutando le insegnanti a trovare le strategie di azione migliori o le soluzioni a situazioni che possono generare disturbo o lo hanno già generato, con lo scopo di migliorare la qualità della vita dell’intero gruppo classe.

Un altro ambito di intervento molto interessante è la formazione. Formare da un punto di vita educativo le insegnanti o essere spunto di riflessione per un genitore è fondamentale soprattutto oggi perché assistiamo ad un incremento esponenziale dei Bisogni Educativi Speciali (BES) alla base dei quali potrebbe esserci una carenza da un punto di vista educativo.

Nello specifico, con gli insegnanti il lavoro di formazione verte sul ruolo della didattica nella crescita e sviluppo del bambino, poiché deve essere stimolante, tenere conto di tantissime variabili, considerare l’ambiente e i propri comportamenti e la funzione dell’adulto anche in ottica autocritica.

La presenza in studio di un‘equipe per l’autismo che vede la partecipazione di neuropsichiatra, psicomotricista, logopedista, psicoterapeuta e neuropsicomotricista permette di spendere le competenze e coordinare gli interventi integrando le figure e accogliendo la famiglia e il bambino prima, durante e dopo il processo di valutazione diagnostica.

A chi sono rivolti gli interventi?

A livello generale: bambini, adulti e insegnanti. Rispetto all’età, la fascia di intervento non ha un limite, può accogliere bisogni di bambini molto piccoli fino all’età adulta e anziana.

A livello educativo l’intervento va dagli 0 ai 18 anni, dopo la maggiore età la finalità si modifica andando ad agire maggiormente sulla genitorialità con supporto e sostegno alle figure che gravitano attorno ai minori.

In contesti di intervento

La professionalità del pedagogista può essere spesa a scuola, nei contesti casalinghi, nelle comunità, nei centri educativi di diverso tipo e in uno studio professionale.

La scuola è uno dei contesti di intervento maggiore. In essa possono essere fatti progetti pensati appositamente per situazioni particolari, con lavoro sul grande gruppo e sui pari e sull’ambiente invece che sul singolo. In casi eccezionali e di seria preoccupazione si può eseguire un’osservazione del comportamento del singolo nel contesto famigliare, dove si analizza anche l’ambiente e si offre un supporto ai genitori più specifico. Sempre nei contesti educativi, ma non solo, si possono inserire percorsi di formazione ad insegnanti e genitori.

In studio è possibile offrire uno spazio di lavoro individuale al ragazzo ma anche aiuto e confronto alla famiglia.
Inoltre può essere coordinatore di interventi educativi, equipe educative, comunità e strutture educative (asili nidi, scuole dell’infanzia, ecc).

Campanelli di allarme

Sicuramente se ci sono difficoltà a scuola, ad esempio a livello degli apprendimenti, soprattutto nella fascia dalla primaria in su.

Nel caso specifico degli apprendimenti si può eseguire un percorso di potenziamento prima di procedere con la valutazione diagnostica per comprendere se le lacune derivino da carenze di metodo, strategie e organizzazione.

Per i più piccolini se si rilevano segnali legati all’autismo o allo sviluppo che richiedono una raccolta di informazioni accurata per definire la problematica (ad esempio difficoltà nelle relazioni, nel contatto visivo, nel linguaggio, nella gestione delle emozioni…).

Altri segnali sono le problematiche educative e comportamentali, ad esempio a scuola, dove si può richiedere la supervisione di un pedagogista che, in quanto esperto della didattica educativa, dona supporto immediato alle insegnanti. In equipe, inoltre, può avvalersi anche di altre figure professionali e quindi progettare un intervento più articolato e integrato.

Infine tutte quelle difficoltà e fatiche vissute dai genitori ai quali è possibile offrire strategie educative maggiormente funzionali ed adeguate, nonchè una visione più chiara della problematica.

 

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