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OTORINOLARINGOIATRA PEDIATRICO: quando è il caso di rivolgersi allo specialista?

OTORINOLARINGOIATRA PEDIATRICO: quando è il caso di rivolgersi allo specialista?

Le patologie dell’orecchio, del naso e della gola rappresentano le principali cause di malattia nei bambini. Infatti questi distretti (tonsille e adenoidi) sono frequentemente responsabili di problemi per la salute dei bambini potendo essere molto facilmente attaccati da germi e batteri.

Ricorrere ai consigli di uno specialista in otorinolaringoiatria diventa indispensabile nel momento in cui il piccolo sia soggetto a numerosi raffreddori e malattie respiratorie nell’arco dell’anno. Le terapie consigliate dall’otorino inizialmente dovranno essere mirate a curare i disturbi e ad evitare gli interventi chirurgici. Le  ADENOIDI e le TONSILLE si possono curare e NON  NECESSARIAMENTE  OPERARE

In generale l’otorinolaringoiatra è uno specialista sempre in grado di visitare e trattare adulti e bambini. La convinzione di molti genitori che i bambini debbano essere visitati da specialisti otorinolaringoiatri “pediatrici” è sbagliata !! In realtà l’otorinolaringoiatra pediatrico (medico specializzato sia in pediatria che in otorinolaringoiatria) praticamente non esiste.

Tutte le manovre diagnostiche più importanti (otoscopia, rinofibroscopia, ecc.) sono uguali tra adulti e bambini, cambiano solo le dimensioni degli strumenti. Il bambino è, in generale, meno collaborante dell’adulto ma se adeguatamente coinvolto si lascia visitare senza resistenze.

La visita nei bambini deve essere affrontata nel modo più calmo e rassicurante possibile (anche presentandosi senza camice), non deve essere eccessivamente lunga, e, possibilmente tralasciare l’utilizzo di strumenti che possono far insospettire il piccolo. Meglio far vedere al bambino ogni strumento che si userà, e, se ha un’età per poter intendere, spiegargli come si usa e che non farà male.

Fibroscopia pediatrica. Non è necessario che i piccoli pazienti vengano sottoposti a molti esami strumentali. Se il quadro clinico suggerisce un atto chirurgico è bene che le indagini si completino quando il piccolo sarà addormentato in sala operatoria. Ad esempio la presenza o assenza di adenoidi potrà essere accertata durante l’anestesia totale evitando di sottoporre il bambino ad una fastidiosa endoscopia.
Quando si deve decidere se fare o non fare un esame o una manovra endoscopica è sempre bene chiedersi quali eventuali benefici diagnostici o terapeutici la manovra potrà portare. Se i vantaggi previsti sono pochi è meglio non fare la manovra.

Per quanto riguarda l’esame audiometrico bisogna stabilire il grado di collaborazione del bambino. Solitamente l’esame può essere fatto nei bambini dai 6 anni in su e, in alcuni casi (bambini particolarmente collaboranti e attenti), è possibile attenere valutazioni attendibili anche tra i 4 e i 5 anni. Al di sotto dei 4 anni è possibile fare l’audiometria vocale infantile.

L’esame impedenzometrico è in molti casi importantissimo in quanto permette di apprezzare la motilità della membrana timpanica e valutare un riflesso acustico molto importante (riflesso stapediale). Purtroppo molti bambini soffrono di alcune forme di otite che rendono piatto il timpanogramma e pertanto non sarà possibile sfruttare appieno questa metodica.

Quando è necessario portare il bambino da un otorino

ADENOIDI IPERTROFICHE (ingrossate)

Per capire se le adenoidi del vostro bambino potrebbero essersi ingrossate e quindi causargli problemi anche gravi, prestate particolare attenzione a questi
sintomi:

  • raffreddori continui;
  • il bambino non sente bene
  • tosse e catarro persistenti;
  • respirazione a bocca aperta;
  • russamento notturno;
  • mal d’orecchie e febbri ricorrenti

Quali sono i criteri per decidere l’intervento?

Adenoidectomia nel bambino:
Nel bambino le adenoidi (organo attivo sino ai tre anni) si devono togliere quando:

  • il bimbo, in un periodo di tempo di un anno, ha avuto più di tre episodi di vera e propria otite o molti episodi di “male all’orecchio”.
  • Il bimbo presenta una possibile perdita uditiva (ipoacusia) che può essere sospettata dal fatto che dice frequentemente di non aver capito le parole e chiede di ripeterle (attenzione a non sottovalutare questo sintomo pensando che sia solo distratto o pigro).
  • Quando il dentista o l’ortodonzista ci informa che si riscontrano gravi anomalie dentarie (malocclusioni, palato ogivale, affollamento dentario, micrognazia della mandibola) secondarie ad una respirazione nasale insufficiente.
  • Quando sono presenti episodi di apnea notturna (blocco temporaneo del respiro).

TONSILLE IPERTROFICHE E TONSILLITI CRONICHE
Nel bambino le tonsille (organo attivo sino ai 10-11 anni) si devono togliere quando:

  • il bimbo viene colpito da più di 4-5 episodi di tonsillite all’anno (in età scolare) e più di 6-7 episodi (in età pre-scolare);
  • quando sono così voluminose da determinare difficoltà di respirazione attraverso il naso (dispnea) o di ingestione dei cibi (disfagia);
  • quando sussiste il rischio di possibili complicazioni.

CHIRURGIA TRADIZIONALE

Adenoidectomia

Le adenoidi vengono asportate in anestesia generale mediante uno strumento (adenotomo) che, introdotto dalla bocca, “cattura” le adenoidi dietro al palato molle e, dopo averle “agganciate” le “distacca” dalla loro inserzione in rinofaringe.

Tonsillectomia
Le tecniche più recenti e più idonee per asportare le tonsille sono rappresentata dalla tonsillectomia per dissezione e dalla tecnica mista entrambe in sospensione. Tali tecniche sono più conservative e meno traumatiche per il paziente poiché consente di separare delicatamente (dissezione) le tonsille dalla loro sede senza “strapparle o lacerarle” come si faceva tempo fa (tecnica di Sluder). Nella tonsillectomia in sospensione si riconoscono tutti i vasi sanguigni della tonsilla che vengono accuratamente coagulati evitando in tal modo fastidiosi punti di sutura.